martedì 25 novembre 2014
giovedì 6 marzo 2014
VI STATE AFFIDANDO AD UN VERO DENTISTA?
Di truffatori e ciarlatani è pieno il mondo e l'Italia da questo punto di vista ha una floridissima tradizione; basta guardare ogni sera Striscia La Notizia per rendersi conto di quante persone taroccano lauree e diplomi per esercitare abusivamente una professione.
Si stima che nella nostra penisola ci siano tra i 10.000 ed i 15.000 falsi medici: un vero esercito che svolge il proprio mestiere pur non avendo il titolo accademico e che spesso ricorre alla tipografia sotto casa per creare un attestato da appendere al muro e tranquillizzare gli ignari clienti.
Ci sono rari casi di medici, dentisti, odontoiatri, dietisti e fisioterapisti privi dei titoli necessari ma talmente in gamba da non avere nulla da invidiare ai loro "colleghi" laureati, ma purtroppo la maggior parte di loro opera senza avere le giuste competenze mediche e spesso in condizioni igieniche precarie.
Ci sono rari casi di medici, dentisti, odontoiatri, dietisti e fisioterapisti privi dei titoli necessari ma talmente in gamba da non avere nulla da invidiare ai loro "colleghi" laureati, ma purtroppo la maggior parte di loro opera senza avere le giuste competenze mediche e spesso in condizioni igieniche precarie.
Per smascherare questi professionisti abusivi c'è una procedura molto semplice: verificare la loro presenza nel database nazionale dei medici, ovvero se è iscritto all'Ordine dei medici.
Ovviamente se la persona non dovesse comparire nell'elenco, iniziate a preoccuparvi e fate ulteriori ricerche, ricordandovi che la percentuale di falsi medici in Italia è intorno al 3% (15.000 su 400.000). Appurato il taroccamento, a quel punto non vi resta che sporgere denuncia alle autorità competenti.
Andate sul sito della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) e fate una ricerca anagrafica: inserite il cognome del dottore e la provincia nella quale esercita per ottenere il nominativo con tutti i dati personali (data di nascita, anno di laurea, anno di iscrizione all'albo dei medici).
link: http://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.public
link: http://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.public
mercoledì 5 marzo 2014
SPAZZOLA I DENTI PER SALVARE IL CUORE
Recenti studi ribadiscono l'importanza dell'igiene orale per prevenire infarto e ictus. Questo messaggio è stato fortemente ribadito durante il congresso della Society for General Microbiology in corso a Dublino dopo la presentazione di alcuni nuovi studi scientifici in proposito. «Le infezioni batteriche gengivali sono un fattore di rischio indipendente per le malattie cardiovascolari», ha sottolineato Howard Jenkins, dell'università di Bristol. «In altre parole, non importa quanto grassi o magri siamo, o quanto è alto il nostro colesterolo. Avere una bocca "in disordine" rappresenta comunque un rischio per il cuore».
Ci sono almeno 700 diversi batteri nel cavo orale umano e omettere l'uso dello spazzolino rischia di farli proliferare troppo. Fra questi batteri ce ne sono molti «buoni», essenziali per la nostra salute, ma altri meno benigni, che possono avviare una cascata di eventi biologici la cui conseguenza può essere l'aumento del rischio di attacchi di cuore o ictus.
GENGIVE SANGUINANTI - «Se si hanno delle gengive sanguinanti» ha spiegato Steve Kerrigan, del Royal College of Surgeons a Dublino, «i batteri possono più facilmente entrare nel torrente circolatorio e aderire alle piastrine, facilitando la loro tendenza ad aggregarsi e a formare "tappi" che possono danneggiare il buon scorrimento del sangue». «Abbiamo dimostrato che i batteri possono usare diversi meccanismi per per favorire questa tendenza all'eccessiva aggregazione delle piastrine (che in una certa misura è normale e utilissima per evitare emorragie ndr)». Ciò non solo crea una condizione che favorisce infarti e ictus, ma «protegge» anche i batteri dall'attacco del sistema immunitario e di eventuali terapie antibiotici. In un'altra ricerca,. condotta da Greg Seymour, dell'University of Otago Dunedin in Nuova Zelanda, è stato dimostrato che altri batteri di provenienza orale possono provocare aterosclerosi attraverso la cascata dei fenomeni biologici legati all'infiammazione. Già uno studio pubblicato sul Journal of Periodontology nel 2004 aveva evidenziato che il 91% dei pazienti con malattie delle coronarie soffrono anche di malattie paradontali (contro il 66% dei coetanei non malati). Un'altra ricerca della Columbia University (New York), pubblicata sulla stessa rivista nel 2005 aveva messo in risalto la relazione tra i livelli batterici della bocca e lo spessore della parete delle carotidi.
DENTI E ALTRE MALATTIE - Varie ricerche in passato avevano già messo in evidenza che esiste un nesso, per esempio, anche tra la malattia parodontale e il diabete, in cui è probabilmente lo squilibrio glicemico a indebolire la resistenza delle gengive ai batteri. Lo stesso dicasi per l'osteoporosi, che va a minare anche le ossa mascellari e mandibolari.
L' indicazione, per chi soffre di questi disturbi è un' igiene dentale particolarmente accurata. Altri studi hanno rilevato la concomitanza con diverse infezioni dell' apparato digerente e di quello respiratorio, in cui evidentemente si verifica un «passaggio di germi». Ed è nota la suscettibilità alla malattia parodontale della donna in gravidanza. Le donne che si sottopongono a trattamenti per stimolare la fertilità, infine, sono più a rischio di infiammazioni gengivali, che potrebbero a loro volta compromettere il successo della terapia. Lo ha suggerito uno studio pubblicato sul Journal of Periodontology. Da qui il consiglio alle donne che si sottopongono alla stimolazione ovarica: igiene orale meticolosa e pulizia dentale più frequente per assicurarsi gengive in salute. Le variazioni ormonali che si verificano con la stimolazione ovarica, come del resto durante la gravidanza o in chi assume la pillola anticoncezionale, possono favorire modificazioni a livello del tessuto gengivale, che diventa edematoso e più vascolarizzato.
(articolo tratto da Corriere della Sera - Salute)
(articolo tratto da Corriere della Sera - Salute)
mercoledì 12 febbraio 2014
IGIENE DENTALE e PREVENZIONE
IGIENE DENTALE e PREVENZIONE
Sappiamo tutti che per avere una bocca sana è necessario lavarsi ogni giorno i denti con spazzolino e dentifricio. Ma non è sufficiente! Oltre ad una corretta igiene domiciliare è fondamentale una periodica igiene orale professionale. Questa viene generalmente eseguita da igienisti dentali mediante strumenti ultrasonici e manuali. La completa rimozione del tartaro anche sottogengivale è di basilare importanza per prevenire malattie gengivali.
Con un'adeguata profilassi alimentare, cioè una corretta alimentazione si può diminuire il rischio di carie. Quest'ultimo può essere controllato anche attuando una fluoroprofilassi sistemica, con assunzione di compresse di fluoro durante la crescita, o mediante una fluoroprofilassi topica, applicando direttamente sui denti sostanze a rilascio di fluoro. Nei bambini è consigliabile trattare i denti con le sigillature dei solchi.
CONSERVATIVA
CONSERVATIVA
La conservativa chiamata anche “Odontoiatria restaurativa” ha lo scopo di ricostruire le parti mancanti dell’elemento dentario mediante l’utilizzo di metodi conservativi e di materiali biocompatibili ed altamente estetici. La carie determina, infatti, la perdita di tessuto dentario e con l’utilizzo di metodi conservativi e di materiali compositi è possibile ridurre al minimo il rischio di rimuovere anche parte del restante tessuto dentario sano prima di passare alla fase successiva che consiste nella ricostruzione della parte dentaria mancante. L’utilizzo di resine composite e di tecniche adesive evita, infatti, la preparazione di cavità molto ampie per accogliere il materiale da otturazione (cosa che accadeva con l'utilizzo dell’amalgama d'argento) e, allo stesso tempo, fornisce risultati estetici eccellenti. La necessità di un trattamento conservativo può derivare anche da fratture dentarie o discromie (alterazioni del colore) dentarie per cui un soggetto richiede questo trattamento.
La conservativa chiamata anche “Odontoiatria restaurativa” ha lo scopo di ricostruire le parti mancanti dell’elemento dentario mediante l’utilizzo di metodi conservativi e di materiali biocompatibili ed altamente estetici. La carie determina, infatti, la perdita di tessuto dentario e con l’utilizzo di metodi conservativi e di materiali compositi è possibile ridurre al minimo il rischio di rimuovere anche parte del restante tessuto dentario sano prima di passare alla fase successiva che consiste nella ricostruzione della parte dentaria mancante. L’utilizzo di resine composite e di tecniche adesive evita, infatti, la preparazione di cavità molto ampie per accogliere il materiale da otturazione (cosa che accadeva con l'utilizzo dell’amalgama d'argento) e, allo stesso tempo, fornisce risultati estetici eccellenti. La necessità di un trattamento conservativo può derivare anche da fratture dentarie o discromie (alterazioni del colore) dentarie per cui un soggetto richiede questo trattamento.
ORTODONZIA
ORTODONZIA
L’ortodonzia si occupa della risoluzione delle malocclusioni dentali e scheletriche. Le terapie ortodontiche sono rivolte sia ai bambini che agli adulti e possono essere richieste anche soltanto per un semplice disallineamento dentario (denti storti) migliorando l’estetica del sorriso. La terapia ortodonica è, inoltre, necessaria prima di un intervento di chirurgia ortognatica, di competenza maxillo-facciale, quando questo ha lo scopo di riposizionare i segmenti scheletrici (mascellare e mandibola) in un rapporto corretto.
L’ortodonzia si occupa della risoluzione delle malocclusioni dentali e scheletriche. Le terapie ortodontiche sono rivolte sia ai bambini che agli adulti e possono essere richieste anche soltanto per un semplice disallineamento dentario (denti storti) migliorando l’estetica del sorriso. La terapia ortodonica è, inoltre, necessaria prima di un intervento di chirurgia ortognatica, di competenza maxillo-facciale, quando questo ha lo scopo di riposizionare i segmenti scheletrici (mascellare e mandibola) in un rapporto corretto.
PROTESI
PROTESI
La protesi fissa è la branca che si occupa del restauro di denti fortemente compromessi mediante corone(capsule) o ponti per sostituire denti mancanti. I denti posteriori devitalizzati spesso necessitano un ricopertura per garantire un'adeguata resistenza ai carichi masticatori e prevenire eventuali fratture radicolari. Le corone sono denti realizzati in oro rivestito da ceramica. Recentemente lo zirconio, uno speciale tipo di ceramica, ha introdotto restauri completamente in ceramica, che offrono risultati paragonabili all'oro-ceramica con un ulteriore miglioramento estetico.
Protesi removibile: la tradizionale dentiera rimane una valida alternativa di trattamenti nei pazienti edentuli che presentano un modesto riassorbimento osseo. In casi di riassorbimento osseo più marcato l'instabilità delle protesi viene risolta con l'inserimento di impianti e la realizzazione delle cosìdette “overdentures”. Mediante degli attacchi simili a bottoni automatici le dentiere vengono ancorate agli impianti e diventano molto stabili e sicure.
lunedì 10 febbraio 2014
IMPLANTOLOGIA
IMPLANTOLOGIA
L’implantologia consiste nell’inserimento nell’osso mascellare o mandibolare di una vite in titanio, materiale altamente biocompatibile (utilizzato anche nelle protesi ortopediche), che una volta integrata nell’osso stesso, potrà supportare un dente artificiale. L’impianto è una valida alternativa al “classico” ponte dentario in quanto ha il vantaggio di conservare l’integrità dei denti adiacenti a quello mancante. Gli impianti possono servire anche dare maggiore stabilità ad una protesi totale mobile ancorandola sugli impianti stessi.
L'inserimento dell'impianto può essere effettuato mediante metodica classica, alzando un lembo per esporre l'osso sottostante, oppure con metodica flap-less (cioè senza lembo) dopo un'opportuna analisi degli esami radiografici mediante software e la realizzazione di mascherine guida chirurgiche. Con l'utilizzadi tali mascherine gli impianti vengono inseriti in maniera assai poco traumatica ed,in molti casi, è possibile applicare contestualmente una protesi preconfezionata. Queste tecnologie consentono di eseguire in poche ore trattamenti che in passato richiedevano alcuni mesi.
Il sangue era ovunque, ma i miei denti erano ancora al loro posto. Il 2 gennaio, un giorno prima del mio compleanno, il dentista formulò la sua diagnosi: uno dei miei incisivi era fratturato in senso longitudinale e il nervo era stato danneggiato – il dente sarebbe caduto.
Una radice artificiale, vale a dire un impianto, avrebbe sostituito il mio incisivo.
Prima dell'intervento chirurgico ero spaventata, ma la procedura non è stata assolutamente dolorosa come pensavo. Prima di poter fissare il mio nuovo incisivo alla radice artificiale ho dovuto attendere 3 mesi per favorire l'integrazione dell'impianto.
Nel frattempo è stato posizionato un dente provvisorio.
Subito dopo il fissaggio del nuovo dente all'impianto ho festeggiato l'evento degli amici: il tema della festa? Il compleanno del mio nuovo dente!"
L’implantologia consiste nell’inserimento nell’osso mascellare o mandibolare di una vite in titanio, materiale altamente biocompatibile (utilizzato anche nelle protesi ortopediche), che una volta integrata nell’osso stesso, potrà supportare un dente artificiale. L’impianto è una valida alternativa al “classico” ponte dentario in quanto ha il vantaggio di conservare l’integrità dei denti adiacenti a quello mancante. Gli impianti possono servire anche dare maggiore stabilità ad una protesi totale mobile ancorandola sugli impianti stessi.
L'inserimento dell'impianto può essere effettuato mediante metodica classica, alzando un lembo per esporre l'osso sottostante, oppure con metodica flap-less (cioè senza lembo) dopo un'opportuna analisi degli esami radiografici mediante software e la realizzazione di mascherine guida chirurgiche. Con l'utilizzadi tali mascherine gli impianti vengono inseriti in maniera assai poco traumatica ed,in molti casi, è possibile applicare contestualmente una protesi preconfezionata. Queste tecnologie consentono di eseguire in poche ore trattamenti che in passato richiedevano alcuni mesi.
RISCOPRIRE IL PROPRIO SORRISO CON GLI IMPIANTI
La storia di Lucia, 28 anni
"Ci sono momenti in cui vorresti veramente sparire. È accaduto poco dopo mezzanotte, la sera di Capodanno di un anno fa in un locale. Stavo ballando quando il tipo accanto a me si è girato improvvisamente, sbattendo violentemente il bordo duro e spesso del suo bicchiere contro i miei denti.Il sangue era ovunque, ma i miei denti erano ancora al loro posto. Il 2 gennaio, un giorno prima del mio compleanno, il dentista formulò la sua diagnosi: uno dei miei incisivi era fratturato in senso longitudinale e il nervo era stato danneggiato – il dente sarebbe caduto.
Una radice artificiale, vale a dire un impianto, avrebbe sostituito il mio incisivo.
Prima dell'intervento chirurgico ero spaventata, ma la procedura non è stata assolutamente dolorosa come pensavo. Prima di poter fissare il mio nuovo incisivo alla radice artificiale ho dovuto attendere 3 mesi per favorire l'integrazione dell'impianto.
Nel frattempo è stato posizionato un dente provvisorio.
Subito dopo il fissaggio del nuovo dente all'impianto ho festeggiato l'evento degli amici: il tema della festa? Il compleanno del mio nuovo dente!"
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