giovedì 6 marzo 2014

VI STATE AFFIDANDO AD UN VERO DENTISTA?

Di truffatori e ciarlatani è pieno il mondo e l'Italia da questo punto di vista ha una floridissima tradizione; basta guardare ogni sera Striscia La Notizia per rendersi conto di quante persone taroccano lauree e diplomi per esercitare abusivamente una professione.
Si stima che nella nostra penisola ci siano tra i 10.000 ed i 15.000 falsi medici: un vero esercito che svolge il proprio mestiere pur non avendo il titolo accademico e che spesso ricorre alla tipografia sotto casa per creare un attestato da appendere al muro e tranquillizzare gli ignari clienti.
Ci sono rari casi di medici, dentisti, odontoiatri, dietisti e fisioterapisti privi dei titoli necessari ma talmente in gamba da non avere nulla da invidiare ai loro "colleghi" laureati, ma purtroppo la maggior parte di loro opera senza avere le giuste competenze mediche e spesso in condizioni igieniche precarie.
Per smascherare questi professionisti abusivi c'è una procedura molto semplice: verificare la loro presenza nel database nazionale dei medici, ovvero se è iscritto all'Ordine dei medici.
Ovviamente se la persona non dovesse comparire nell'elenco, iniziate a preoccuparvi e fate ulteriori ricerche, ricordandovi che la percentuale di falsi medici in Italia è intorno al 3% (15.000 su 400.000). Appurato il taroccamento, a quel punto non vi resta che sporgere denuncia alle autorità competenti.
Andate sul sito della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) e fate una ricerca anagrafica: inserite il cognome del dottore e la provincia nella quale esercita per ottenere il nominativo con tutti i dati personali (data di nascita, anno di laurea, anno di iscrizione all'albo dei medici).
link: http://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.public


mercoledì 5 marzo 2014

SPAZZOLA I DENTI PER SALVARE IL CUORE

Recenti studi ribadiscono l'importanza dell'igiene orale per prevenire infarto e ictus. Questo messaggio è stato fortemente ribadito durante il congresso della Society for General Microbiology in corso a Dublino dopo la presentazione di alcuni nuovi studi scientifici in proposito. «Le infezioni batteriche gengivali sono un fattore di rischio indipendente per le malattie cardiovascolari», ha sottolineato Howard Jenkins, dell'università di Bristol. «In altre parole, non importa quanto grassi o magri siamo, o quanto è alto il nostro colesterolo. Avere una bocca "in disordine" rappresenta comunque un rischio per il cuore».
Ci sono almeno 700 diversi batteri nel cavo orale umano e omettere l'uso dello spazzolino rischia di farli proliferare troppo. Fra questi batteri ce ne sono molti «buoni», essenziali per la nostra salute, ma altri meno benigni, che possono avviare una cascata di eventi biologici la cui conseguenza può essere l'aumento del rischio di attacchi di cuore o ictus.
GENGIVE SANGUINANTI - «Se si hanno delle gengive sanguinanti» ha spiegato Steve Kerrigan, del Royal College of Surgeons a Dublino, «i batteri possono più facilmente entrare nel torrente circolatorio e aderire alle piastrine, facilitando la loro tendenza ad aggregarsi e a formare "tappi" che possono danneggiare il buon scorrimento del sangue». «Abbiamo dimostrato che i batteri possono usare diversi meccanismi per per favorire questa tendenza all'eccessiva aggregazione delle piastrine (che in una certa misura è normale e utilissima per evitare emorragie ndr)». Ciò non solo crea una condizione che favorisce infarti e ictus, ma «protegge» anche i batteri dall'attacco del sistema immunitario e di eventuali terapie antibiotici. In un'altra ricerca,. condotta da Greg Seymour, dell'University of Otago Dunedin in Nuova Zelanda, è stato dimostrato che altri batteri di provenienza orale possono provocare aterosclerosi attraverso la cascata dei fenomeni biologici legati all'infiammazione. Già uno studio pubblicato sul Journal of Periodontology nel 2004 aveva evidenziato che il 91% dei pazienti con malattie delle coronarie soffrono anche di malattie paradontali (contro il 66% dei coetanei non malati). Un'altra ricerca della Columbia University (New York), pubblicata sulla stessa rivista nel 2005 aveva messo in risalto la relazione tra i livelli batterici della bocca e lo spessore della parete delle carotidi.
DENTI E ALTRE MALATTIE - Varie ricerche in passato avevano già messo in evidenza che esiste un nesso, per esempio, anche tra la malattia parodontale e il diabete, in cui è probabilmente lo squilibrio glicemico a indebolire la resistenza delle gengive ai batteri. Lo stesso dicasi per l'osteoporosi, che va a minare anche le ossa mascellari e mandibolari. 
L' indicazione, per chi soffre di questi disturbi è un' igiene dentale particolarmente accurata. Altri studi hanno rilevato la concomitanza con diverse infezioni dell' apparato digerente e di quello respiratorio, in cui evidentemente si verifica un «passaggio di germi». Ed è nota la suscettibilità alla malattia parodontale della donna in gravidanza. Le donne che si sottopongono a trattamenti per stimolare la fertilità, infine, sono più a rischio di infiammazioni gengivali, che potrebbero a loro volta compromettere il successo della terapia. Lo ha suggerito uno studio pubblicato sul Journal of Periodontology. Da qui il consiglio alle donne che si sottopongono alla stimolazione ovarica: igiene orale meticolosa e pulizia dentale più frequente per assicurarsi gengive in salute. Le variazioni ormonali che si verificano con la stimolazione ovarica, come del resto durante la gravidanza o in chi assume la pillola anticoncezionale, possono favorire modificazioni a livello del tessuto gengivale, che diventa edematoso e più vascolarizzato.
(articolo tratto da Corriere della Sera - Salute)