sabato 2 febbraio 2019

LA BOCCA E' LO SPECCHIO DELLA TUA SALUTE !



Non tutti sanno che a volte trascurare la salute del proprio cavo orale può influire sul manifestarsi di diverse malattie gravi. Per questo l’igiene di denti e gengive è davvero di primaria importanza. Altrettanto rilevante è avere consapevolezza della relazione, dimostrata ormai scientificamente, tra malattie parodontali e patologie sistemiche importanti, quali quelle cardiovascolari e il diabete, e tra l’igiene orale e l’andamento di una gravidanza.
Invece i disturbi gengivali, come arrossamento e sanguinamento, vengono spesso sottovalutati e affrontati con rimedi fai da te, senza consultare un professionista dentale. Tanto da degenerare spesso in una condizione più grave, la parodontite, che oggi riguarda molti italiani (oltre 23 milioni), come rilevato da un’indagine realizzata dall’istituto di ricerca GfK per conto di Gsk Consumer Healthcare1. Ma non siamo soli, visto che, secondo la banca dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 750 milioni le persone che ne soffrono nel mondo.
L’IGIENE ORALE E LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Studi scientifici indicano anche un possibile legame tra le malattie gengivali e molte malattie sistemiche, tra cui le malattie cardiache, attualmente la principale causa di morte in Italia, responsabili del 44% del totale dei decessi3. Gengiviti e parodontiti si verificano quando i batteri nocivi si accumulano in bocca, portando al deterioramento dell’osso e dei tessuti che supportano e circondano il dente. Ma questo genere di patologia può consentire ai batteri anche di entrare e diffondersi in tutto il corpo, potenzialmente mettendo a rischio la salute del cuore. La presenza di batteri che colonizzino i denti o altre nicchie ritentive del cavo orale può triplicare la possibilità dell’insorgenza di una parodontite. E questo, come è noto, può rappresentare un fattore di rischio per l’insorgenza del diabete e delle malattie cardio-vascolari4. In ragione di queste conoscenze la prof. Annamaria Genovesi, Direttrice dei corsi post-universitari di Igiene dentale presso l’Istituto Stomatologico Toscano, sottolinea come l’igiene orale quotidiana e quella professionale dell’Igienista dentale rivestano una importanza fondamentale per il mantenimento della salute generale.
LA RELAZIONE CON IL DIABETE
Quella tra diabete e malattia parodontale è invece una relazione biunivoca: l’una è causa ed effetto dell’altra. Nel 2016 è stato diagnosticato il diabete a 52 milioni di persone in Europa5. Tra questi, quasi 4 milioni di italiani, a cui si aggiunge un altro milione di persone che non sa di avere la glicemia alta (secondo i dati diffusi dalla Società Italiana di diabetologia)6: tutti soggetti che hanno un rischio tre volte più elevato della media di sviluppare un’infiammazione alle gengive o, se già ne soffrono, di vederla peggiorare. A dirlo è il prof. Ugo Covani, direttore dell’Istituto Stomatologico Toscano, che sottolinea inoltre come da più di cinquanta anni è noto come il diabete favorisca le infezioni e le infezioni, a loro volta, condizionino negativamente il controllo della glicemia. Di qui l’esigenza di prevenire le infezioni del cavo orale per aiutare la terapia del diabete.
LA GRAVIDANZA
Altre evidenze scientifiche collegano invece una cattiva igiene orale delle donne incinte a un aumentato rischio di malattie gengivali. Come è stato sottolineato dal Ministero della Salute, che ha elaborato le Raccomandazioni per la promozione della salute orale in età perinatale, “la prevalenza della gengivite durante la gravidanza varia dal 30% al 100%, mentre la percentuale delle donne gravide che possono manifestare segni clinici di parodontite varia dal 5 al 20%”7. La patologia, se non curata, può avere un impatto sulla crescita del feto e persino portare a parto prematuro o aborto spontaneo. Attraverso il sanguinamento delle gengive, infatti, eventuali infezioni anche non serie del cavo orale possono arrivare al feto che, indifeso, può risentirne anche in modo grave.

lunedì 31 luglio 2017

CONSIGLI D'ESTATE

L’estate è arrivata e molti stanno già pianificando un viaggio o stanno partendo per le vacanze. 
Ecco una lista di consigli per godere delle ferie senza preoccuparsi di piccoli e grandi problemi fastidiosi legati alla salute orale.
Una carie o una gengivite, un'otturazione saltata o un'ipersensibilità dentale infatti possono rovinare le vacanze. Se poi consideriamo che durante le vacanze tendiamo a consumare più cibo, bevande, dolci e gelati in particolare. Ecco che partire con una dentatura in ordine diventa importantissimo per evitare di rovinare le ferie.

Il primo consiglio è quello di fissare una seduta di igiene orale prima della partenza.
Un sorriso bello e sano sarà un ottimo strumento per sentirsi a proprio agio, ma sarà anche un modo per assicurarsi che la nostra bocca sta bene.


Per chi porta impianti, protesi o apparecchi dentali (soprattutto bambini e ragazzi) è importante valutare lo stato di questi apparecchi ortodontici e valutare la loro stabilità ed efficienza masticatoria.
Una visita prima della partenza sarà importante anche nel caso ci sia bisogno di farmaci analgesici o antibiotici per cui è necessaria la prescrizione del vostro dentista.


L’ultimo consiglio - sempre valido in ogni occasione - è quello di dotarvi di un ottimo kit da viaggio, comprensivo di spazzolino, filo interdentale, scovolini dentali e collutorio.
Lavate i denti bene e spesso anche se siete in giro o al ristorante…un sorriso raggiante sarà necessario per il vostro album di foto delle vacanze!

venerdì 9 giugno 2017

SBIANCAMENTO

Per iniziare la giornata scelgo un caffè,
per continuarla, un sorriso.
(Stephen Littleword)

giovedì 11 maggio 2017

DAL RUSSAMENTO....ALLA RANCOPATIA CRONICA

Russare può essere una vera e propria malattia, anche se non molti lo sanno e tanto meno conoscono il nome con cui è riportata sui testi di medicina: la roncopatia. Tutti conoscono invece molto bene come si manifesta. La maggior parte delle persone considera questo problema semplicemente come motivo di fastidio per sé e per i familiari, tanto che difficilmente chi russa si rivolge al proprio medico per questo specifico problema. Più spesso invece si riferiscono al medico i problemi legati ad una cattiva qualità del sonno che portano inevitabilmente a sonnolenza diurna, cefalea e scarsa capacità di concentrazione. In genere gli uomini russano più delle donne; in queste ultime il problema si manifesta più frequentemente dopo la menopausa e in gravidanza.
La roncopatia cronica grave è considerata in realtà un vero e proprio disturbo del sonno, di cui vanno valutate attentamente le cause.

LE CAUSE

La respirazione avviene fisiologicamente attraverso il naso. Si russa quando l'aria inspirata non riesce a passare agevolmente attraverso naso e gola. Dormendo, infatti, il tessuto molle che riveste l'orofaringe si rilassa provocandone il restringimento che ostacola il passaggio dell'aria. La vibrazione dei tessuti al passaggio forzato dell'aria è responsabile del tipico rumore. In caso di congestione nasale (ad es. per una rinite allergica o un raffreddore) il russamento può essere determinato da un ostacolo al flusso dell'aria attraverso le cavità nasali o dalla respirazione attraverso la bocca, attuata per compensare la congestione nasale, che aumenta la turbolenza dell'aria inspirata. Il russamento è destinato a scomparire alla risoluzione del problema. L'ingrossamento di tonsille e adenoidi, così come alcuni difetti anatomici (es. deviazione del setto nasale, una morfologia particolare dell'ugula, tessuto molle particolarmente spesso e rilassato) possono rappresentare ulteriori cause di roncopatia, in questo caso tuttavia, persistenti.

FATTORI PREDISPONENTI

1. L'obesità aumenta la probabilità di russare, in modo particolare negli uomini in cui il grasso in eccesso si deposita attorno al collo, creando una ostruzione al flusso dell'aria.
2. L'età avanzata comporta un aumento della frequenza del fenomeno sia negli uomini che nelle donne, soprattutto per la perdita di tono dei muscoli e di elasticità della pelle.
3. Il consumo di alcool, così come l'uso di alcuni farmaci ad azione sedativa, causano un rilassamento muscolare che intensifica il russamento.
4. La retrognazia, cioè la presenza di un mento piccolo e spostato all'indietro, induce la lingua a scivolare all'indietro verso la gola durante il sonno, creando un ostacolo al flusso dell'aria.

COSA FARE?

Esistono alcuni accorgimenti che possono contribuire ad attenuare il russamento nelle persone che ne soffrono in modo leggero ed occasionale e che godono comunque di un sonno riposante.
In particolare:
- chi è in sovrappeso dovrebbe cercare di dimagrire;
- è utile limitare il consumo di alcool soprattutto nelle ore serali e consumare una cena leggera evitando abbuffate o cibi difficilmente digeribili;
- evitare di dormire supini sforzandosi di coricarsi su un fianco e riposare tenendo la testa sollevata mediante l'utilizzo di più cuscini può essere utile per ridurre l'ostruzione delle vie aeree durante il sonno;
- l'impiego limitato nel tempo di decongestionanti può essere utile nelle persone che russano a causa della congestione delle vie aeree da raffreddamento o da allergiche.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO

In caso di roncopatia cronica che causa disturbi del sonno (sonno non ristoratore contraddistinto da frequenti risvegli e apnee) è consigliabile rivolgersi al medico che dopo un' attenta valutazione potrà consigliarvi il migliore rimedio per il vostro caso, come un apparecchio di avanzamento mandibolare.

martedì 29 marzo 2016

               ESTRAZIONE el. 3.8 

(dente del giudizio)
in inclusione ossea totale


                                                                                 

venerdì 27 novembre 2015

PONTE O IMPIANTO?
Implantologia... una soluzione vincente!

Oggi esiste una alternativa al classico ponte che si ancora ai due denti sani vicini a quello da sostituire, ed è l’impianto endosseo.
La scelta è fatta su basi mediche, ma possono avere il loro peso anche considerazioni relative al costo.
Oltre i costi economici - precisa il Dott. Giacomobello - bisogna considerare anche i costi biologici, per esempio se dobbiamo sostituire un dente solo, con un ponte andremo comunque a toccarne altri due sani. In linea generale per la sostituzione di un solo dente ritengo sia preferibile un impianto. Il limite alla praticabilità di questo intervento è dato dall’osso a seconda della sua quantità e qualità che però può essere anche aumentata e rinforzata con apposite tecniche chirurgiche. Si può dire che l’avvento dell’ impianto endosseo e i progressi della chirurgia, oggi ci consentono di allontanare definitivamente lo spettro della dentiera.
                                                                            caso 107

1. elemento 3.6 non protesizzabile per frattura

                                               2. foro pilota interradicolare

                                                3. post estrattivo immediato
           
                                               4. guarigione a 3 mesi

                                                5. fase protesica

                                                 6. controllo ad 1 anno